Perché investire nel minieloico? Ecco un po’ di numeri…

Ci sono degli incentivi per l’installazione di un impianto minieolico?

Sì, esistono degli incentivi per chi installa un impianto minieolico. E’ importante sottolineare che gli incentivi che lo Stato fornisce a tali impianti sono in “conto produzione” e non in “conto costruzione”. Ossia lo Stato, per il tramite del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, riconosce una tariffa agevolata per gli impianti minieolici relativa al prezzo dell’energia prodotta.

Pertanto, ove l’impianto venisse installato in un luogo non idoneo in quanto non ventoso, l’investimento diventerebbe fallimentare. Per ottenere la qualifica del proprio impianto, come impianto alimentato da fonti rinnovabili e conseguentemente ottenere la tariffa incentivante, sarà necessario rivolgersi al GSE, che mette a disposizione dei cittadini un sito internet dove trovare tutte le informazioni necessarie.

Quanto produce un mini eolico da 60 kwp?

Con una velocità media del vento tra 5 e 6 m/s e un fattore weibull di 1,8, il cash flow è di 35/40 mila euro annui per 20 anni, ovviamente in funzione del tipo di pala installata.

In quanto tempo si rientra con l’investimento?

Il rientro economico è stimato fra i 4 e i 7 anni. Dipende dalla ventosità del sito in cui viene installato.

Geo Studio Engineering srl : investi per il futuro. 

Per queste ragioni, in questo momento ci occupiamo anche di eolico. Troviamo i siti migliori, otteniamo tutte le concessioni necessarie, realizziamo tutte le opere necessarie ed installiamo gli aerogeneratori, nuovi o ricondizionati a nuovo, e conformi alle specifiche della direttiva macchine in vigore.  Le taglie di aerogeneratori spaziano da 10kW, 60kW, 200kW. Disponiamo di progetti di tutte le taglie, con ventosità verificate sia mediante anemometri installati, sia su analisi statistiche in tutto il territorio. Principalmente siamo concentrati nello sviluppo e nella realizzazione di progetti da 60kW, con le migliori tecnologie presenti sul mercato, anche del ricondizionato a nuovo.

IMPIANTO MINIEOLICO CON GEOSTUDIO

Cos’è un impianto minieolico?

E’ definito mini eolico quello la cui potenza nominale è inferiore a 60 Kwp. Il minieolico è costituito da un plinto di cemento armato, da un palo o torre di altezza compresa fra i 16 e 30 metri, da una turbina, da un alternatore, da un inverter e da pale di vario diametro.
Il minieolico può essere ad asse verticale (che ruota come un arcolaio) e ad asse orizzontale (si tratta del classico eolico a pale).

Dove comprare un impianto minieolico?

L’impianto minieolico sentendo alcuni si può realizzare anche nel giardino della propria casa in campagna realizzando in proprio e tramite ditte di propria fiducia i lavori edili ed elettrici ed acquistando una turbina eolica da una delle aziende che in modo serio e professionale stanno investendo per la ottimizzazione della tecnologia di questi impianti. Niente di più lontano dalla verità! Competenza e professionalità in questo ambito sono basilari per stare dietro a tutti gli aspetti tecnici e normativi.

Per chi invece vuole semplicemente e serenamente investire in questo settore, c’è la possibilità di rivolgersi ad una delle tante aziende che offre l’acquisto chiavi in mano di un impianto eolico (comprensivo quindi di tutto l’iter autorizzativo e della individuazione del sito nonchè di tutte le altre opere). Anche la scelta di acquistare generatori eolici rigenerati può essere molto interessante e conveniente, se operata con consapevolezza e con un partner onesto e competente . L’importante, soprattutto in questo secondo, caso è affidarsi a persone professionali e serie, in quanto i rischi connessi a tale ultima scelta sono molteplici.

BIOMETANO: ETICA ED ECONOMIA DEL PROGETTO

Una domanda frequente posta da chi si interessa per la prima volta di energie rinnovabili e sta pensando ad un progetto per la propria azienda è questa: ma il biometano conviene? Conviene economicamente? Ha realmente ricadute positive sull’ambiente? Sulla mia azienda e sul mio modo di lavorare? Qui di seguito vi proponiamo raccolti per punti gli aspetti che fanno del biometano una soluzione conveniente per tutti. Conveniente per il bilancio dell’azienda, per l’ambiente e quindi per le persone.

ETICA DEL PROGETTO

  • Evitare di sottrarre terreni agricoli destinati alla produzione di prodotti per l’alimentazione umana come accade nel caso degli impianti a biogas i quali utilizzano insilati di mais, etc.
  • Utilizzare, per la produzione di combustibile biometano, gli scarti degli allevamenti animali, i loro reflui, gli scarti della filiera della produzione alimentare, limitando l’inquinamento ambientale da essi prodotto;
  • Favorire la concimazione dei terreni agricoli con il digestato di risulta dal ciclo produttivo del biometano, in modo gratuito e in alternativa all’uso dei concimi chimici, contribuendo alla salvaguardia ambientale;
  • In riferimento all’utilizzo di digestato prodotto da impianti a bio metano che utilizzino FORSU, ISDE Italia (International Society of Doctors for Environment) a febbraio 2015 si è espresse in favore del suo utilizzo negli impianti a bio metano a scapito del conferimento a discariche e centri di compostaggio.

ECONOMIA DEL PROGETTO

  • Il costo di un impianto bio metano della potenza di 250 Nm3/h viene ammortizzato in 30 / 36 mesi;
  • La nostra società si propone come fornitore del progetto autorizzato con la formula del chiavi in mano in collaborazione con il nostro partner tecnologico Austep SpA;
  • Il progetto viene fornito con tutte le autorizzazioni necessarie alla realizzazione dell’impianto comprensivo della disponibilità dei terreni, dei contratti per le matrici necessarie all’alimentazione dell’impianto e con le garanzie di assistenza alla gestione dell’impianto.

TECNOLOGIA UTILIZZATA

Per i nostri progetti usiamo la tecnologia b:UP, messa a punto dal nostro partner Austep,  la quale si basa sulla filtrazione a membrana del biogas. La selettività della filtrazione è data dal diverso grado di permeazione dei componenti del biogas. La qualità del biometano dipende da Temperatura, Pressione e Concentrazione di altri composti presenti nel biogas.
La tecnologia b:UP è altamente innovativa e permette una filtrazione eccellente dando come risultato un biometano di ottima qualità.

PERCHÉ SCEGLIERE IL BIOMETANO?

Gli impianti per biometano, diversamente dagli impianti per biogas, producono metano che avrà le stesse caratteristiche di quello naturale estratto dal sottosuolo e, pertanto, altrettanto utilizzabile per autotrazione o altri usi domestici.

Gli impianti fotovoltaici, idroelettrici e biogas, per la loro stessa natura producono energia elettrica, i primi direttamente, i secondi per mezzo di cogeneratori (motori a combustione interna) che utilizzano il biogas come combustibile.

La quota dell’energia elettrica così prodotta viene immessa sul mercato e ad oggi non può, se non in piccolissima parte, essere usata per l’autotrazione a causa delle ancora presenti difficoltà come ad esempio:

  • Costi attuali troppo alti per produrre in serie una vettura elettrica;
  • Mancanza di batterie ad alta efficienza che permettano una giusta autonomia;
  • La mancanza della rete di impianti di ricarica;
  • Gli alti tempi di ricarica;
  • La ancora timida volontà dei costruttori di investire in modo massivo, sulla produzione di motori elettrici;
  • Politicamente il rischio di spostare in negativo il PIL dei paesi che estraggono combustibili fossili con conseguenze sulla stabilità degli stessi.

Ecco che allora, in questa ottica, gli impianti a biometano contribuiscono a soddisfare le richieste di metano per autotrazione, producendolo utilizzando prodotti di risulta come alcuni reflui organici degli allevamenti animali, sottoprodotti alimentari e la FORSU, acronimo di Frazione Organica Rifiuto Secco Umido, il quale, altrimenti, finirebbero in centro di compostaggio per la produzione di compost (terra da vaso per agricoltura).

La combustione diretta del biogas in motori a combustione interna per la produzione di energia elettrica, presenta tuttavia alcune criticità e comporta – non diversamente da ogni altro tipo di combustione – la produzione e la dispersione in ambiente di numerose sostanze chimiche. Alcune di queste sostanze sono particolarmente nocive per la salute umana, esponendo la popolazione residente in prossimità degli impianti a rischi non trascurabili.

Da circa 20 anni in Europa e in particolare in Svezia, si provvede a raffinare ulteriormente il biogas, in modo da ridurre drasticamente i componenti indesiderati (CO2, H2S, H2O) ed ottenere metano ad alto grado di purezza, compatibile con l’immissione nella rete di distribuzione del gas naturale e con l’uso per autotrazione.

COS’É IL BIOMETANO

Il confronto fra la composizione chimica e i poteri calorifici del gas naturale e del biometano, mostra come quest’ultimo abbia caratteristiche molto simili a quelle del gas naturale che utilizziamo normalmente negli impianti domestici ed industriali.

In Europa (Francia, Germania, Svizzera, Svezia, Austria e Olanda) l’immissione in rete del biometano e il suo uso per l’autotrazione è una prassi consolidata. Questi paesi hanno definito standard tecnici sulle caratteristiche chimiche e fisiche che il biometano deve rispettare per essere immesso in rete, in sicurezza per gli impianti e gli utenti.

E anche l’Italia, si è adeguata per la regolamentazione della produzione di biometano, con la emissione del DM 05/12/2013 in attuazione del D.Lgs. 28/2011 che recepisce la direttiva 2009/28/CE e con Delibera dell’Autorità dell’Energia Elettrica, Gas e Sistema Idrico del 12/02/2015 n° 46/2015/R/Gas sono stati regolamentati gli standard tecnici a cui devono attenersi i gestori delle reti di trasporto e i costi di connessione alla stessa.

Gli impianti a biometano vengono considerati impianti a energia rinnovabile pulita in quanto non bruciano le matrici e conseguentemente, non ci sono emissioni in atmosfera, ma, attraverso un processo di digestione anaerobica, producono biometano, assimilabile per purezza al gas naturale normalmente commercializzato, che viene utilizzato poi per autotrazione o immesso nella rete locale/nazionale di gas metano.

Il biometano prodotto da ogni singolo impianto proposto è pari a circa 2.200.000 Nm3 ( impianto da 250 Nm3/h ) e, utilizzato per autotrazione, contribuisce ad evitare l’immissione in atmosfera 6.200 tonnellate di CO2, che rappresenta la quantità in plus e scaricata in atmosfera dall’uso di normali combustibili (diesel e benzina).

Il residuo della lavorazione definito “digestato”, riconosciuto come ottimo fertilizzante, verrà poi consegnato alle aziende agricole che lo utilizzeranno nella concimazione dei terreni, in alternativa ai concimi chimici commerciali.

Inoltre nel nuovo PSR (Programma di Sviluppo Rurale) del 2015/2020 verrà inserito un contributo di circa 350,00 € per ettaro destinato a quegli agricoltori che permetteranno di spandere il “digestato” prodotto dagli impianti biometano.